Scopri gli chef in gara.

Marco Volpin (Ristorante Le Tentazioni – Padova). Le Tentazioni nasce dal sogno di Marco Volpin e Daniel Marzotto di aprire il proprio ristorante. Frutto di svariate esperienze internazionali i due giovani decidono di rientrare in Italia per creare una valida alternativa alla ristorazione locale senza dimenticare le proprie origini. In sala troverete Daniel che con il suo staff vi accoglierà e coccolerà con un caloroso servizio e un’ampia carta dei vini e dei distillati. Lo Chef Marco ai fornelli con la sua brigata vi vizierà con deliziosi abbinamenti basati sulla cultura mediterranea e fusion. Marco infatti può vantare numerose esperienze in ristoranti gourmet al fianco di grandi Chef come Heston Bloomenthal, Martin Berasategui & Quique Dacosta.

Davide Mea (Ristorante La Taverna del Mozzo – Marina di Camerota –Salerno). Chef Davide Mea, classe ’83, laureato in Economia del Turismo a Napoli, cuoco autodidatta e figlio di ristoratori. Dopo una breve esperienza all’estero apre – con la moglie Assunta – un ristorante sul mare a Marina di Camerota, perla della costa del Cilento: La Taverna del Mozzo. La Taverna del Mozzo nasce come semplice “cuopperia” nel 2012, nel corso degli anni, la passione per la cucina e per il territorio la taverna è diventata un piccolo ristorante. Un ritrovo per gourmet ma anche per semplici appassionati della cucina di qualità. La nostra linea è caratterizzata dall’utilizzo esclusivo di pescato locale attraverso l’acquisto diretto dai pescatori del posto, mentre le altre materie prime provengono dall’orto da piccoli coltivatori locali certificati. Al comando del “mozzo” c’è lo chef Davide, che rielabora i piatti della tradizione in modo alternativo e originale. “Giochi” di gusto e sapori raccontati attraverso “semplici ingredienti”.

Damiano Dorati (Hosteria La Cave Cantù – Casteggio- Pavia). Classe 1984, nasce a Varzi, un territorio dell’Oltrepò Pavese ricco di influenze storiche e gastronomiche. Inizia giovane ad appassionarsi di cucina, grazie alla tradizione familiare che tramanda ricordi e ricette. Dall’intreccio tra storia familiare, formazione ed esperienza, nasce uno stile di cucina personale e contemporaneo, focalizzato sulla tradizione gastronomica e i prodotti del territorio reinterpretati in chiave moderna e intrecciati a consuetudini ed eccellenze gastronomiche scoperte nei viaggi in altri continenti, in particolare il Sud America. Una cucina caratterizzata da padronanza della tecnica e apertura all’innovazione, equilibrio fra sapori e ricerca di accordo tra elementi anche dissonanti, attenzione a stagionalità e provenienza dei prodotti e cura dell’armonia del piatto. Nel 2015, insieme alla compagna di vita e di lavoro Maria Peña, apre l’Hosteria La Cave Cantù a Casteggio (PV), segnalata sulle principali Guide gastronomiche e ormai luogo di riferimento per la cucina d’autore creativa e di qualità dell’Oltrepò.

Marco Visciola (Il Marin – Ristoro del Porto Antico – Genova). Nasce a Bogliasco e si avvicina alla cucina in modo completamente autonomo. Inizia grazie al nonno e al suo peregrinare attraverso le tavole liguri più sincere e genuine per arrivare a una versione gourmet sotto l’ala di Serenella Medone, che lo approccia a un gusto estetico più ricercato. Qualche stage con Enrico Crippa, Fabrizio Tesse ed esperienze con Ugo Alciati ad affinare la tecnica. Poi la conoscenza con Enrico Panero e la forte influenza dell’apertura di Eataly in Corea per spalancare quella porta vista Oriente già accostata dai tempi di Crippa. Oggi, insieme alla sua brigata made in Liguria, è al timone del Marin, al secondo piano di Eataly Genova; dopo aver preso il posto di Panero di cui era secondo, gestisce sia la proposta fine dining sia i menù delle diverse postazioni tematiche sviluppate lungo lo spazio espositivo. La sua cucina è la sintesi del percorso in autonomia: la grande tradizione ligure è base indiscussa del Marin, stagione dopo stagione. Il Marin – Ristoro del Porto Antico è il ristorante gourmet di Eataly Genova completamente dedicato al mare. Il protagonista della cucina è senza dubbio il pesce . Lo chef Marco Visciola studia e realizza ogni piatto per esaltare al meglio le materie prime di alta qualità. La sua filosofia abbraccia il miglio zero con il pescato del giorno – direttamente dalla Cooperativa di Camogli – o con le verdure stagionali e piccole chicche regionali sempre disponibili. Una cucina ligure semplice ed elegante, ma allo stesso tempo creativa e originale.

Enrico Priveri (Il Cavallo Scosso, Asti). Enrico Pivieri nasce nel 1978 ad Asti, crocevia dei territori piemontesi che, dal Monferrato alla Langa, sono riconosciuti Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco per la bellezza e la ricchezza di storia e tradizioni. Valori e retaggi ai quali si aggiungono le radici familiari di Enrico che affondano nell’entroterra ligure spezzino. Il suo stile di cucina, delicato ed elegante, riflette la sensibilità per il territorio in cui opera e il rispetto delle sue eccellenze enogastronomiche, scelte in base a stagionalità e qualità. Un’attenzione alla quale si uniscono la rigorosa selezione delle prelibatezze offerte dallo scenario internazionale e la predilezione per il mercato ittico della vicina Liguria, la consolidata padronanza della tecnica (è anche docente in corsi professionali), la fantasia negli accostamenti e nelle presentazioni. Il risultato è una cucina di “ricercata semplicità”, proposta al ristorante. Il Cavallo Scosso avviato ad Asti nel 2014 insieme alla compagna Barbara Tosello, ideato secondo i principi della bioarchitettura e della sostenibilità ambientale, in naturale continuità con la propria filosofia di vita e di cucina.

Marco Rossi (Ristorante La Mugnaia – Ivrea). Dopo studi universitari di Pedagogia e le prime esperienze in cucina, Marco Rossi si dedica alla ristorazione per quasi vent’anni. Dapprima approfondendo la cucina di montagna, in Valchiusella, alla scoperta di erbe spontanee e prodotti del bosco. Successivamente, dopo uno stage al ristorante stellato “La Credenza” apre un locale nel cuore di Ivrea, “La Mugnaia” con la moglie e sommelier Elisa Campa. Qui si dedica alla cucina di ricerca, sempre incentrata sulla qualità e sull’utilizzo creativo delle materie prime.

Giorgio Servetto (Ristorante Nove – Alassio). Nato a Savona nel 1975, nell’aprile del 2005, Giorgio apre il suo primo ristorante: “Ü Sciarattü”. Qui Giorgio propone piatti classici della cucina ligure e creativa, il tutto basato su un unico credo: la qualità delle materie prime. Nel 2012, è chiamato a seguire i fornelli de “La locanda dell’Asino” ad Alassio. In questo ristorante gourmet lo chef ottiene molti riconoscimenti importanti, in primis fra tutti nell’ottobre del 2014 viene premiato da “Le guide dell’Espresso” 15 su 20 e con un “cappello”; nel dicembre dello stesso anno viene premiato come “Cucina d’Autore” dalla guida del Touring Club Italiano Nel 2013 trascorre un mese presso ‘Antica Osteria del Ponte’ a Cassinetta di Lugagnano (MI), un tempio della cucina italiana. Nel gennaio 2015, frequenta per diverse settimane le cucine dello chef Enrico Bartolini al ristorante “Devero”, due stelle Michelin, a Cavenago di Brianza (MB). Proprio nelle cucine dello chef Bartolini emerge un nuovo Giorgio, aperto ad una visione completamente diversa, più ampia e moderna della cucina. Nel marzo 2016 viene assunto come Executive Chef presso l’historical suite relais Villa della Pergola ad Alassio (SV). Dall’unione della freschezza e innovazione della cucina dello Chef Servetto e l’eleganza storica e intramontabile del relais, nasce una nuova combinazione: NOVE. Quest’anno lo Chef Servetto è stato invitato a tenere quattro lezioni sulla cucina regionale come rappresentate della Liguria presso la Scuola Internazionale di Cucina Italiana ALMA. Bibenda 2018 – Ristorante dell’anno – 2018 – Italy Le Guide de L’Espresso – 2 cappelli – 2018 – Italy Gatti Massobrio – Corona Radiosa – 2018 – Italy Gambero Rosso – 2 forchette – ’80/100′ – 2018 – Italy Touring Club Italiano – ‘Cucina d’autore’ – 2018 – Italy.

Emanuele Donalisio (Ristorante Il Giardino Del Gusto – Ventimiglia). Sono cresciuto nella campagna piemontese, tra i profumi degli orti e del sottobosco e dove il buon cibo aveva un ruolo fondamentale. E’ nato lì il mio amore per la cucina, tra le mura domestiche. La curiosità mi ha spinto, dopo gli studi, ad ampliare le conoscenze culinarie, prima vicina a casa presso Flipot e al ristorante Il Ciabot, poi in un 3 stelle francese (di Michel Roux) sul Tamigi, poi in tutto il mondo, chef per la compagnia Radisson Regent Seven Seas Cruises, per approdare infine in Italia e dare un senso a quel bagaglio di ispirazioni ed esperiene, per esprimere in sintesi uno stile proprio, connubio tra il punto fermo della tradizione e le realtà internazionali. Arrivato a Ventimiglia, nel 2012, ho dedicato la mia vita al “Il Giardino Del Gusto” con il quale sono entrato nelle guide: Espresso (2015) Gatti Massobrio (anno 2016), Jre italia (2016), guida michelin (2017). Il mio menu’ varia nel rispetto della stagionalità e spazia dai prodotti nobili della pesca, alle grandi carni del Piemonte, dai formaggi dell’entroterra, agli ortaggi ed erbe selvatiche del territorio. Il punto di forza della mia cucina è la diffusione dei saperi e sapori del territorio, specialmente quelli meno conosciuti o in via di estinzione per preservarne la biodiversità. L’impiego di materie prime locali, a cui accostare profumi e sapori del mondo, per intrigare e trasmettere originali emozioni gustative.

Diego Poli (Filippo Mud – Pietrasanta – Lucca). Diego Poli classe 1988 ,cresciuto in Versilia, ha sempre avuto una passione per la cucina, tramandata dalla nonna nella fattoria di famiglia. Con l’aiuto del professor Paganini, all’epoca excecutive chef è entrato nel ristorante La Magnolia dell’Hotel Byron, dove fa i primi passi nella cucina dello chef Andrea Mattei, premiata stella Michelin. Dopo le stagioni all’Hotel Byron, Diego decide di approfondire le sue conoscenze nel campo della pasticceria. Lavorando nei migliori laboratori di pasticceria e cucine in Italia , a stretto contatto con pasticceri, del calibro di Didiet Couet, Mof francese, Rolando Morandin , Frederic Bourse e Davide Comaschi. Diventa chef pasticcere all’Hotel Principe di Piemonte, dopo di che decide di tornare a collaborare con lo chef Mattei nel Relais Chateaux Borgo Santo Pietro in provincia di Siena. Da li l’esperienze al Geranium a Cophenagen (3 stelle michelin), dove si apre per Diego un concetto nuovo di cucina. Dinamica e organizzata senza dimenticare mai le proprie origine e memorie. Nel 2018 il nuovo progetto con Filippo di Bartola , come chef ,dove Diego crede in una cucina dove la portata non è basata solo sull’esecuzione ma sulle emozioni che il piatto lascia e sul divertimento che il cliente ha nel provarlo.